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Il Cavallo

Perché il cavallo

Fin dal passato questo stupendo animale fa parte della vita degli uomini; ma se prima era utilizzato per la sua forza lavoro, ora sono altre le qualità a lui riconosciute. Co-terapeuta, animale mediatore, rappresenta la forza, incutendo un certo timore, ma ci offre anche la sua presenza rassicurante, la dolcezza, il calore; con la sua andatura al passo, lenta e regolare riconduce all'infanzia, al cullare materno. La sua comunicazione rispettosa, non intrusiva e senza pregiudizi, fatta di gesti, incita alla relazione ed aiuta ad acquisire fiducia in sé, autostima e supporta l' autonomia.

Queste qualità non lo fanno un terapeuta in se stesso, ma un partner di lavoro che, usato da uno specialista, permette di creare delle opportunità e di rendere possibile il miglioramento di una malattia psichica o un malessere, in un'ottica di evoluzione e cambiamento.

L'equide offre così la possibilità a chi se ne occupa di:

 

-Sviluppare l'intuito ed estendere la conoscenza

-connettersi a se stessi

-comprendere i messaggi trasmessi dalle emozioni

-imparare a costruire i propri limiti

-connettersi al silenzio, alla natura e ai suoi ritmi

-imparare a comunicare grazie al proprio corpo

Per entrare in comunicazione il cavallo richiede di sviluppare una piene coscienza del proprio corpo fisico e delle emozioni, della sua energia vitale e del linguaggio corporeo. Necessita di una reale presenza in se stessi, all'altro e un ricentrarsi nell'esperienza dell'istante presente, nel qui e ora.

Nel passato e nella mitologia plurimi sono i significati attribuiti a questa creatura: cavallo maschile, per la sua forza e potenza, le sue qualità regolatrici; cavallo femminile, per la sua dolcezza, sensibilità e calore. Per alcuni era considerato portatore di cattivi presagi, per altri di fortuna, benessere, fertilità. Per certi resta un'icona selvaggia e indomabile, aspetto per il quale attrae l'uomo a farne una conquista, a suggellarne l'alleanza; per alcune popolazioni era una guida e veniva sacrificato insieme al suo cavaliere quando moriva poiché si credeva che l'avrebbe accompagnato sulla sua groppa nell'aldilà.

Per me è e resta un animale meraviglioso, sensibile e molto intuitivo, capace di risvegliare le emozioni più profonde; un ottimo compagno sia nei momenti difficili che in quelli felici della vita; "quando sono a cavallo dimentico il resto, vivo il momento, mi sento libera..."